Laila mi chiamo.
Nome esotico più di Jennifer a quanto pare; nel mio ufficio ci sono due Jennifer, o meglio una Jennyfer e una Jennifer e a tutti pare un nome normale, mentre il mio no. Leila, Lilla, Lalla, non che me ne importi molto ma non riesco a trovare una ragione fonetica perché debbano sostituire il mio nome con altri simili.
Penso che la motivazione sia legata al fatto che io sia la preferita per ogni genere di vessazione, quelli delle pari opportunità lo chiamano mobbing, che fa fico, però se non ti toccano il culo non ha nessuna rilevanza.
Mi vessano e cercano di nascondersi dietro a una specie di gioco, la simpatia di un nome storpiato gli è sufficiente per garantirsi un alibi, nel frattempo questo gioco mi tolto ogni entusiasmo per il mio lavoro, anzi non ho più un lavoro, anzi ho intrapreso involontariamente una carriera da puttanone: sono pagata per fare compagnia ed essere umiliata, manca l'oltraggio sessuale ma d'altra parte non pagano abbastanza.
Tutto questo non mi sorprende più di tanto, mentre ciò che non capisco è da dove gli venga la sicurezza che io riesca a rimanere lucida e tranquilla, invece di covare ed alimentare rancore fino al giorno in cui, vestita da Walkiria, mi presenterò in ufficio brandendo uno spadone con il quale farmi giustizia sommaria.
Il dubbio che sia un rischio calcolato o una mera sottovalutazione del rischio mi mantiene la psiche in stallo e il costume da Walkiria non l'ho ancora comprato.
Anonimo del 900
La differenza tra immagine e soggetto dell'immagine è sempre molto chiara a parole, tanto che è difficile trovare qualcuno che non sorrida quasi fosse Magritte quando gli citi roba tipo "un object ne fait jamais le même office que son nom ou que son image" o il più noto "ceci n'est pas une pipe".
Però è molto raro trovare qualcuno che, alla visione di una immagine umana, tralasci il soggetto per dedicare la visione all'immagine.
Se poi l'immagine lo ritrare personalmente è pressoché inevitabile che non si premuri di dire "che brutto che sono" o, nella minoranza dei casi, "che bello che sono".
Messi di fronte alla propria immagine molti si sentono perennemente di fronte allo specchio del bagno, il mattino, contemplanti la decadenza che avanza.
Le sanguisughe sono animali ermafroditi e si riproducono solo per accoppiamento; hanno due orifizi genitali, uno maschile e uno femminile
Bere wodka Gorbatschow a Berlino est
In Schilling strasse sono tutti piuttosto alienati, l'unico sprazzo di lucidità proviene dalla signora anziana, o meglio vecchia, di un'eleganza ancora più vecchia di lei e che le sopravviverà, la quale chiede soldi a due ragazzi, finto metal con i capelli sgargianti, che inebetiti gli allungano 5 "oiros". Subito dopo si compiace e ci loda per avere scelto proprio in quel momento di lasciarle libera l'unica panchina disponibile per godersi un poco di sole, magari l'ultimo: lei lo sa bene che i femori sono traditori e, assolutamente, non si rassegnerebbe mai ad andare a spasso con il trespolo a rotelle come fanno tanti, anche più giovani di lei, in Schilling strasse.
Anonimo del 900
Non c'è possibilità di relazione razionale, emozionale o passionale, almeno per me, con una città che per un euro ti offre un panino con bratwurst e senape, per novanta centesimi la weisse bier ma ti chiede due euro e dieci per un biglietto del tram, valido per due ore anche per gli autobus e la metropolitana, ma con una serie di clausole che dovrebbero impedirti di tornare indietro o fare un percorso circolare!!! Il senso sarebbe che ti portano dove vuoi, però dovunque tu vada devi pagare un altro biglietto per il ritorno. La ragione vuole che invece si acquisti l'abbonamento giornaliero senza limitazioni, che costa 5 euro e ottanta. L'ostinazione e la voglia di combattere prima di capitolare porta invece a fare chilometriche passeggiate o all'andata o al ritorno. La fame che ne deriva verrà soddisfatta con un paio di euro per il wurst e la birretta.
Intendiamoci, se dico che per me c'è qualcosa di strano, mi riferisco al fatto che una lattina di birra al Lidl costa 53 centesimi, di cui 28 per la birra e 25 per la lattina, che ovviamente ti ridanno se gliela riporti.
Ovviamente non voglio dire che facciano male o che siano dei fissati, invece voglio sottolineare la distanza che ci separa nelle minimali cose che servono da metro per la nostra quotidiana esplorazione.