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giovedì, 29 settembre 2005

Gambini è ferroviere di periferia, non è né un peso né un orgoglio, è solo un motivo per darci dentro con il Sangiovese. Il fiasco è il collega a cui è più intimamente legato, bocca a bocca durante il lentissimo percorso della tratta Ravenna Rimini, negli anni settanta, in inverno, con la nebbia, l'ultima corsa della sera. Alla stazione di Torre Pedrera devono aggianciare un carro in coda al convoglio, fa freddo, quel freddo che ti assopisce. Gambini stacca i lampeggianti di coda e va a ripararsi nella garitta mentre manovrano il vagone, ma due più due fa quattro e il Sangiovese si tramuta in Morfeo, click. Silenzio attorno, nebbia attorno, freddo attorno, i lampeggianti ricordano tutta la faccenda a Gambini in pochi attimi.
I moccoli rimbalzano contro la nebbia e non riescono a dargli lo sfogo di cui avrebbe bisogno! Bisogna prendere una decisione: aspettare la prima corsa del mattino e rischiare il congelamento (visto anche che l'ingrato amico fiasco è rimasto seduto al suo posto al caldo secco del vagone) oppure avviarsi a piedi?
Prevale la seconda soluzione e Gambini si avvia sconsolato con le braccia dietro la schiena e i lampeggianti a penzoloni sulle natiche.
Passato il primo, ad ogni passaggio a livello i casellanti, passatisi voce, abbassano le sbarre e una volta transitato Gambini gli chiedono ad alta voce: "Gambini, cosa sei la corsa bis?"

Anonimo del 900

Il profilo umano mi seduce, mi ha sedotto, vorrei fare una moltitudine di silhouettes.
postato da: averne alle ore 15:29 | link | commenti (1)
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martedì, 27 settembre 2005

Cosetta aveva raggiunto la sua nuova città esattamente da 8 giorni. I primi sette non contano, il primo martedì, mercoledì, giovedì, eccetera sono come i campioncini di profumo: senza valore, anche se rappresentano esattamente ciò che devono rappresentare.
All'ottavo giorno però lo sradicamento era presente nel suo stomaco come un'indigestione di noccioline ricoperte di cioccolato ingoiate con il solo aiuto del vermut.
Nella sua mente c'era la stessa confusione che deve esserci stata quando hanno imposto il sistema metrico decimale ai contadini, tutte le sue unità di misura non servivano più: i suoi vestiti non erano più adeguati, le persone non reagivano come lei si aspettava, le parole che lei pronunciava non sortivano l'effetto a cui era abituata. Questo anche al di là del fatto che in quella città non si parlava la sua lingua.
No, non era un problema linguistico, del resto lei parlava sufficientemente bene la loro lingua, era proprio sradicamento.
Poche ore di questa dolorosa consapevolezza la costrinsero ad una decisione quanto mai semplice: scegliere la non integrazione come stato definitivo.
Questa sua scelta la fece vivere felice fino alla pensione, potendo vivere ogni situazione ed ogni rapporto con la leggerezza di uno studente fuori sede.

Anonimo del 900

Ci sono cose non fatte che marchiano tutta la vita. Lasciando perdere quelle di importanza capitale e concentrandosi solo su quelle più futili, una che a tutt'oggi reputo fondamentale è il non essere mai stato in colonia.
La mia vita non potrebbe che essersi sviluppata in maniera radicalmente diversa se fossi stato anche solo un'estate in colonia.
Il casermone, le camerate popolate di cameratismo infantile, la spiaggia non tanto pulita, il pensiero sempre rivolto a cosa c'è fuori, i pasti uguali per tutti, le complicità e i conflitti con i sorveglianti... Ma non essendoci mai stato come posso elencare?
Infatti non posso.
postato da: averne alle ore 15:26 | link | commenti (3)
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lunedì, 26 settembre 2005

La scarsità come valore l'assenza come ideale.

Ventimila persone dentro un Centro Commerciale.
La civiltà dello shopping.
Lo hobby di così tante persone è lo shopping, i vips quando vengono intervistati amano sempre andare a fare shopping.
Costruire modellini, stampare foto, lavorare all'uncinetto, allevare pesci tropicali, giocare a carte, coltivare piante, studiare carte astrali, fare sedute spiritiche, la falegnameria, la masturbazione e molto altro, sostituiti  dallo shopping.
Biodiversità!
Andare a comprarsi qualche cosa non è fare shopping, shopping è quando vai a fare shopping, nel momento in cui i razzi banana di Happy Betty ti si conficcano nel cervello farai solo shopping.
postato da: averne alle ore 14:18 | link | commenti
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giovedì, 22 settembre 2005

Era chiaro, non solo alla sua famiglia, ma anche agli amici e a tutto il paese che sarebbe stata solo una questione di tempo. Il viso vispo e l'interesse per il divenire rimasto immutato non potevano ingannare: sarebbe morto di lì a poco, giorni o mesi non importa, perché era sicuro che la malattia lo avrebbe sorpreso più debole di lei.
La sua avversione per i regali inutili e pro forma era risaputa fin da quel suo compleanno in cui aveva sbriciolato davanti a tutti il cavallino di vetro di Murano dentro al mortaio di bronzo, entrambi appena ricevuti in dono. E il suo compleanno era imminente.
Fu come uno Spirito Santo a discendere dal Cielo e ad illuminare tutti: gli regalarono la bara.

Anonimo del 900

Storicamente fa acqua da tutte le parti, infatti il moderno Natale lo ha inventato la Coca-Cola nel secolo scorso, ma mi piace pensare che il sistema marcio della corruzione e del nepotismo diffusi capillarmente in Italia sono figli del rituale dei regali di Natale.
Non sono ancora riuscito a capire per quale altro motivo, a Dicembre, tutte le aziende sentono la necessità di spendere medie fortune per bottiglie di vino, cesti di vimini, agende, ecc.

Per due anni di fila ho ricevuto champagne da una ditta che forniva il mio ufficio, la cosa però strideva con il fatto che molto prima del primo Natale benedetto dalla Moet et Chandon, avevo fatto in modo che cambiassimo fornitore!
postato da: averne alle ore 16:21 | link | commenti (1)
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martedì, 20 settembre 2005

L'importanza della pelle d'oca. Spiegato a qualcuno che non sia l'oca.

C'era un gioco prenintendo che consisteva nel dare una serie pressioni e sfregamenti con le dita su più punti della schiena e del collo di uno dei partecipanti, con il dichiarato scopo di procurargli la pelle d'oca. Si ripeteva quindi con i ruoli invertiti.
Non c'è più tanta attenzione, né da parte degli adulti né da parte dei bambini, a questo comportamento involontario che l'evoluzione umana ha selezionato in milioni di anni. Qualcuno si rende conto del fatto che sarebbe una tragedia se a causa di questo nostro scellerato ignorare potremmo fare sì che tra alcuni milioni di anni la razza umana non ne potrà più beneficiare?
postato da: averne alle ore 14:16 | link | commenti (2)
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lunedì, 19 settembre 2005

Pellestrina, finalmente!

Per molti anni la nave ha cercato di appoggiare il fianco al murazzo e per altrettanti il murazzo l'ha respinta con le centinaia di gomitate della scogliera.
Era una storia di poca affinità ed e finita a pezzi: hanno sezionato la nave con l'ossidrica e spedita all'altoforno.

Anonimo del 900

Anche quest'anno c'è stato l'omaggio a Pellestrina, e lei, Pellestrina, si è comportata splendidamente nonostante un cielo piombigno, una comitiva senza fine di biciclisti convinti di fare critical mass in laguna e l'assenza della Carta Venezia.
postato da: averne alle ore 09:55 | link | commenti
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giovedì, 15 settembre 2005

Giocando con le parole si può credere di delineare canali di comunicazione e contemporaneamente astrarre gli attori della stessa comunicazione.
Al risveglio da tale delirio immaginifico l'alito puzza di fumo, nessuno sguardo da incrociare, ed è sempre troppo tardi per tutto.

anonimo del  900

Ci sono cose che sono rimaste immutate al di là di ogni plausibile aspettativa:
- il tabacco secco è inutile;
- una pagina bianca è sempre più promettente di una scritta;
- il semolino non può essere considerato un alimento;
- le persone che ospito sono più socievoli e aggraziate della maggior parte dell'umanità;
- come piove bene sugli impermeabili;
- il caffè corretto fernet;
- ...

Ce ne sono altre, sicuro.
postato da: averne alle ore 14:48 | link | commenti
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