Amichi!
L'Amicizia da sempre rivaleggia con l'Amore nelle classifiche di importanza; è un testa a testa destinato a durare e causato dalla difficoltà che hanno le persone a comprendere i confini tra i due concetti nell'ambito più ampio dell'affettività e questo nonostante le innumerevoli discussioni e confronti sia privati che collettivi sul tema.
Più arduo pensare che il ruolo dei semplici conoscenti sia stato analizzato così a fondo, eppure credo proprio che siano di importanza fondamentale: amanti e amici riassumono l'eccezionalità di un'esistenza, i semplici conoscenti sono specchio della sua essenza profonda. Cedendo ad un paragone facilotto: i primi stanno ad un brano musicale come la voce del cantante o la prima chitarra, i secondi come il giro di basso.
La pelliccia
Signore alte quanto un femore di Megan Gale, larghe a suficienza per un'unità di misura petrolifera, sciamanti e incuranti dell'ingombro fuori sagoma della loro borsetta, reduci da dolorosa ceretta esibiscono una macabra villosità non propria: simbolizzano l'inverno al pari del catarro.
Anonimo del 900
Sfogo
È chiarissimo, come non capirlo, sta tutto nella condivisione.
Amore, sesso, denaro, successo, salute, genio, ..., contano solo come pietanza di contorno, la condivisione è il vero nutrimento vitale.
Il nostro essere animali sociali ci obbliga a condividere ciò che siamo, abbiamo, vogliamo, pena l'insoddisfazione cronica.
La condanna è vivere attorniati da persone che non sono interessate minimamente a ciò che a noi interessa, o, peggio ancora, fingono interesse per compiacenza.
Esempi:
- se voglio mettere su una famiglia, devo trovare qualcuno interessato a fare una famiglia con me, non qualcuno disposto a filiare pur di potersi permettere una casa spaziosa;
- se mi piace essere succhiato, deve esserci qualcuno a cui piace succhiare, non qualcuno che mi fa un favore con la sua bocca;
- se desidero ardentemente glorificare la mia setta religiosa, devo essere certo di trovare qualcuno che vuole altrettanto, non che lo fa per potermi toccare le tette;
- se provo gioia a creare immagini, non posso assolutamente pensare di trovare soddisfazione in persone che trovano già troppo faticoso portarsi a spasso una reflex 35mm, figuriamoci 15 chili di attrezzatura in ripresa più una media di 3 ore ad immagine impiegate per la stampa.
Sì, ho notato anch'io che su quattro esempi solo in uno il sesso non c'entra per niente.
Dissi tante sciocchezze ma anche alcune verità; presero per buone le sciocchezze.
Epigrafe di Anonimo del 900
La provocazione è un motore fondamentale.
Io gli voglio un bene che mai agli animali, io ci so fare con gli animali, i miei animali mi vogliono un bene dell'anima.
Non è mica facile ammaestrare gli animali, non parlo di cani e gatti, che ci hanno pensato gli antichi ad addomesticarli, parlo degli animali veri, quelli selvaggi. Ne ho avuti io: tigri, leoni, scimpanzè e anche qualche somaro. Mica per tenerli in una gabbia, capaci tutti, ma per andare in giro a farci le foto coi turisti; devi fare un lavoro fatto bene, se no poi magari ti staccano una mano ad un bambino e sono grattacapi!
Vengono un po' tutti dalla riviera a chiedermi: "Ceccarini non è che mi ammaestri una scimmietta? Ceccarini Non è che c'hai un leoncino buono che l'altro mi è morto st'inverno?"
Effettivamente queste bestie saranno pure maestose viste nei documentari, ma poi basta un po' di freddo che si pigliano il raffreddore e non c'è più niente da fare, hai volgia a dargli l'aspirina; tocca ammazzarle per non farle soffrire.
Guido si chiamava l'ultimo scimpanzè che è morto, è stato uno di quelli che è durato di più, quattro anni. Mi pare ieri che l'ho addomesticato: è bastato tenerlo legato nel giardino, in una zona senza ombra, d'estate, con la corda lunga abbastanza perché arrivasse a mezzo metro dal rubinetto dell'acqua che sgocciolava, niente cibo e botte tre volte al giorno: mattina, mezzodì e sera. Dopo una settimana sono andato a slegarlo: mi ha baciato i maroni.
Anonimo del 900
L'ammaestramento ha molto a che fare con il rapporto di coppia, chi vuole farsi plasmare e chi vuole plasmare. Mancando questi presupposti si può arrivare alla più grande libertà di rapporto, che altro non è che la dissoluzione della coppia. L'amore che ci vuole per volere bene a qualcuno che non puoi e non vuoi tenerti stretto è veramente grande. Una montagna dall'alto della quale la vertigine quasi sempre ti fa piegare le gambe.
Pensieri post sesso
Ce ne possono essere molti, anche se sicuramente qualche catalogatore sarebbe in grado di raggrupparli all'interno di una manciata di categorie. I ben noti luoghi comuni tipo "sarò stata/o brava/o?", "ti prego adesso baciami se no è tutto finito", "cazzo mi scade un'asta su ebay!", "sigarettina", "ronf...", ecc. sono lì ad indicarci che è difficile trovare un percorso che abbia una propria originalità.
Si è più liberi nei pensieri pre sesso, ne sia prova che il luogo comune parli proprio di "fantasie", indicando le legittime aspettative nei confronti della pratica che si va ad esplicitare.
Dialogando con le persone posso dire di aver percepito un certo stupore ma anche una solida accettazione di una fantasia tipo "sesso nel sugo di vongole", ma associare la stessa pratica ad una situazione post sesso non è nemmeno lontanamente contemplata, l'interlocutore pensa solo che lo stai prendendo in giro o, peggio, che sei malato di mente.
Perché limitiamo la nostra creatività dopo aver fatto sesso?
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Laila mi chiamo.
Nome esotico più di Jennifer a quanto pare; nel mio ufficio ci sono due Jennifer, o meglio una Jennyfer e una Jennifer e a tutti pare un nome normale, mentre il mio no. Leila, Lilla, Lalla, non che me ne importi molto ma non riesco a trovare una ragione fonetica perché debbano sostituire il mio nome con altri simili.
Penso che la motivazione sia legata al fatto che io sia la preferita per ogni genere di vessazione, quelli delle pari opportunità lo chiamano mobbing, che fa fico, però se non ti toccano il culo non ha nessuna rilevanza.
Mi vessano e cercano di nascondersi dietro a una specie di gioco, la simpatia di un nome storpiato gli è sufficiente per garantirsi un alibi, nel frattempo questo gioco mi tolto ogni entusiasmo per il mio lavoro, anzi non ho più un lavoro, anzi ho intrapreso involontariamente una carriera da puttanone: sono pagata per fare compagnia ed essere umiliata, manca l'oltraggio sessuale ma d'altra parte non pagano abbastanza.
Tutto questo non mi sorprende più di tanto, mentre ciò che non capisco è da dove gli venga la sicurezza che io riesca a rimanere lucida e tranquilla, invece di covare ed alimentare rancore fino al giorno in cui, vestita da Walkiria, mi presenterò in ufficio brandendo uno spadone con il quale farmi giustizia sommaria.
Il dubbio che sia un rischio calcolato o una mera sottovalutazione del rischio mi mantiene la psiche in stallo e il costume da Walkiria non l'ho ancora comprato.
Anonimo del 900
La differenza tra immagine e soggetto dell'immagine è sempre molto chiara a parole, tanto che è difficile trovare qualcuno che non sorrida quasi fosse Magritte quando gli citi roba tipo "un object ne fait jamais le même office que son nom ou que son image" o il più noto "ceci n'est pas une pipe".
Però è molto raro trovare qualcuno che, alla visione di una immagine umana, tralasci il soggetto per dedicare la visione all'immagine.
Se poi l'immagine lo ritrare personalmente è pressoché inevitabile che non si premuri di dire "che brutto che sono" o, nella minoranza dei casi, "che bello che sono".
Messi di fronte alla propria immagine molti si sentono perennemente di fronte allo specchio del bagno, il mattino, contemplanti la decadenza che avanza.
Le sanguisughe sono animali ermafroditi e si riproducono solo per accoppiamento; hanno due orifizi genitali, uno maschile e uno femminile
Bere wodka Gorbatschow a Berlino est
In Schilling strasse sono tutti piuttosto alienati, l'unico sprazzo di lucidità proviene dalla signora anziana, o meglio vecchia, di un'eleganza ancora più vecchia di lei e che le sopravviverà, la quale chiede soldi a due ragazzi, finto metal con i capelli sgargianti, che inebetiti gli allungano 5 "oiros". Subito dopo si compiace e ci loda per avere scelto proprio in quel momento di lasciarle libera l'unica panchina disponibile per godersi un poco di sole, magari l'ultimo: lei lo sa bene che i femori sono traditori e, assolutamente, non si rassegnerebbe mai ad andare a spasso con il trespolo a rotelle come fanno tanti, anche più giovani di lei, in Schilling strasse.
Anonimo del 900
Non c'è possibilità di relazione razionale, emozionale o passionale, almeno per me, con una città che per un euro ti offre un panino con bratwurst e senape, per novanta centesimi la weisse bier ma ti chiede due euro e dieci per un biglietto del tram, valido per due ore anche per gli autobus e la metropolitana, ma con una serie di clausole che dovrebbero impedirti di tornare indietro o fare un percorso circolare!!! Il senso sarebbe che ti portano dove vuoi, però dovunque tu vada devi pagare un altro biglietto per il ritorno. La ragione vuole che invece si acquisti l'abbonamento giornaliero senza limitazioni, che costa 5 euro e ottanta. L'ostinazione e la voglia di combattere prima di capitolare porta invece a fare chilometriche passeggiate o all'andata o al ritorno. La fame che ne deriva verrà soddisfatta con un paio di euro per il wurst e la birretta.
Intendiamoci, se dico che per me c'è qualcosa di strano, mi riferisco al fatto che una lattina di birra al Lidl costa 53 centesimi, di cui 28 per la birra e 25 per la lattina, che ovviamente ti ridanno se gliela riporti.
Ovviamente non voglio dire che facciano male o che siano dei fissati, invece voglio sottolineare la distanza che ci separa nelle minimali cose che servono da metro per la nostra quotidiana esplorazione.
La zecca
Che animalino delizioso che tuffa la sua testa dentro la tua pelle e se ne rimane lì a osservare le profondità del tuo corpo similmente a quando noi umani, armati di maschera e boccaglio, stesi sullo scoglio a pelo d'acqua, ammiriamo meraviglie sottomarine.